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Una mattinata all’insegna della storia, dell’arte, della fede e, chiaramente, del vino, quella dello scorso 18 maggio:  su iniziativa del Gruppo Eventi – Magie del territorio un gruppo di oltre 25 amici di FISAR Padova ha potuto visitare l’Abbazia di Praglia, con obiettivo finale nelle storiche cantine, con la descrizione dei vini prodotti, ottimamente guidati da  da parte di Emanuele (enotecnico) e Andrea (responsabile/referente commerciale).

La visita ci ha consentito di entrare in alcune aree interne del monastero – dove ancora oggi vivono circa 50 monaci, rendendola una delle comunità monastiche più grandi d’Italia, e quindi per ragioni di opportunità e privacy non visitabile in toto – tra le quali la  tenuta vitivinicola, il chiostro botanico del 1480 -una volta adibito a coltivazione delle piante officinali per la farmacia, e che oggi si presenta come giardino all’italiana-, la zona adibita alla produzione di miele, ed altro ancora. La nostra guida Emanuele ci ha comunque ampiamente informati sulla storia dell’Abbazia e dettagliato anche circa le parti non visitabili.

La parte enologica è stata sicuramente interessante sia per i già Sommelier che per gli aspiranti, soprattutto grazie al percorso di illustrazione e spiegazione delle varie fasi che portano alla realizzazione dello spumante metodo classico. L’azienda vinicola possiede ad oggi 11 ettari vitati, con diversi vitigni locali e internazionali, per una produzione media annua di circa trentacinquemila bottiglie. Si tratta di un progetto giovane, con vigneti sia all’interno dei possedimenti dell’abbazia che all’esterno, con una età media di 10-12 anni. Anche in questo frangente Emanuele si è dimostrato professionale ed esauriente, nonché disponibile ad approfondire curiosità e dubbi. Di particolare interesse il fatto che si stiano recuperando alcuni vitigni autoctoni, scomparsi con la filossera, tra i quali Corbina, Corbinona, Cavrara: è questo un intento che stanno perseguendo anche altri produttori della DOC Colli Euganei, segnale di una nuova sensibilità e interesse per i prodotti tipici del territorio.

Come accennato, il recupero delle viticoltura tra le mura dell’Abbazia è una iniziativa recente, che vuole sicuramente aprirsi al mercato e proporre prodotti locali, naturali e ben fatti, in particolare vino ed olio; giova tuttavia ricordare che si tratta del recupero di una produzione – in primis per il sostentamento della comunità – insieme ai prodotti orticoli,  che per secoli è stata svolta dai monaci che qui hanno vissuto.

Al termine della visita non poteva certo mancare la degustazione dei vini e dell’olio extravergine d’oliva prodotti all’interno dell’Abbazia, piacevolmente accompagnati da salumi e formaggi tipici.

I vini degustati nell’ordine sono stati:

  • “Domnus Abbas” metodo classico extra brut e brut nature (riconosciuto tra gli addetti con il nome “Vino 1/3”, in quanto realizzato con i vitigni Chardonnay, Pinot Nero, Garganega in parti uguali.In particolare quello degustato veniva da raccolta uve 2015 con sboccatura a luglio 2018, dopo 36 mesi di riposo sui lieviti;
  • “Domnus Abbas” da Raboso Piave in purezza vinificato in bianco (spumante in lavorazione, non ancora etichettato e fatto degustare come sorpresa, una sorta di anteprima per la nostra visita);
  • “Sollemnis” Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG 2018;
  • “Rùbidus” Colli Euganei DOC Raboso (raboso veronese) 2018;
  • “Decanus” Colli Euganei DOC Riserva 2015 (classico bordolese da Cabernet Sauvignon 80% e Merlot 20% – affinamento 24 mesi in legno).

Una particolare menzione, desumibile dai commenti dei presenti, per il Domnus Abbas  metodo classico 1/3, il Colli Euganei DOC Raboso 2018 e il Colli Euganei DOC Rosso riserva 2015. Straordinario l’olio extravergine di oliva degustato su crostini di pane.

Anche in questo caso una visita completa, che oltre a portarci a contatto con le produzioni locali di vini, ci ha permesso di conoscere una realtà che approccia in modo diverso e particolare il mercato, collegandolo strettamente a quella che è la ricca storia del nostro magico territorio. Per chi non avesse potuto partecipare in questa occasione, vi aspettiamo sicuramente alla prossima.

FISAR Padova

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