Cronaca di un Sabato "col Fondo": Viaggio nel cuore di Colbertaldo
Un viaggio unico tra bollicine rare...
Cronaca di un Sabato "col Fondo": Viaggio nel cuore di Colbertaldo
Visitare la Cantina Miotto a Colbertaldo (Vidor) non è solo un’esperienza enologica, è una lezione di geografia sensoriale. La nostra mattinata del 14 marzo è iniziata con un’immersione profonda nel lavoro di Cristiano, il titolare, che ci ha guidati in un percorso che va ben oltre il calice.
Dalle Vasche al Terroir: Capire l'Origine
L’introduzione in cantina è stata illuminante. Assaggiare gli ammostati ancora in fermentazione direttamente dalle vasche d’acciaio ci ha permesso di "smontare" il vino per capirne la struttura. Cristiano ci ha spiegato magistralmente come la diversità del terroir delle colline trevigiane non sia un concetto astratto: spostarsi di poche centinaia di metri tra una "riva" e l'altra cambia radicalmente l'anima del Prosecco, variando mineralità, sapidità e corpo.
La Degustazione: Un "Tour de Force" Territoriale
Spostandoci nella sala degustazione – uno spazio accogliente e scenografico con vista diretta sulla zona di produzione – siamo entrati nel vivo del progetto. Non abbiamo assaggiato solo i vini di casa, ma abbiamo esplorato un vero e proprio network di "artigiani del fondo".
Focus: Il vino "Col Fondo" (Sui Lieviti) È il Prosecco delle origini. A differenza del metodo Charmat (limpido e rinfrescante), qui il vino rifermenta in bottiglia e i lieviti non vengono rimossi. Il risultato è un vino non filtrato, secco, vivo, che evolve nel tempo. Al naso regala sentori di crosta di pane e agrumi, mentre al palato offre una sapidità graffiante che lo rende il compagno perfetto per la tavola.
Le "Realtà Amiche" in assaggio:
Oltre all’ottimo lavoro di Miotto (con il suo iconico Progeto), abbiamo esplorato l'eccellenza di questo distretto attraverso altre quattro punte di diamante:
Malibran: Espressione di Susegana, con vini dalla struttura salina e una persistenza che non dimentichi.
Belle Casel: Eleganza pura direttamente dai colli di Asolo, un equilibrio perfetto tra freschezza e complessità.
Mongarda: Radicali e verticali, i loro vini sono l'essenza della roccia e della tensione minerale.
Vitale: Un ritorno all'ancestrale, vini sinceri e di grande carattere che parlano la lingua della tradizione contadina più schietta.
Le Chicche della Cantina Privata: La Sfida al Tempo
Il momento più emozionante è stato l'accesso alla collezione privata di Cristiano. Assaggiare annate storiche ha sfidato ogni nostra certezza enologica:
2021: La freschezza vibrante che ci si aspetta, ma già con una firma territoriale decisa.
2015 e 2011: Le vere sorprese. Bottiglie con 9 e 13 anni sulle spalle che hanno mostrato sfumature terziarie evolute, una bollicina finissima e una persistenza che non avremmo mai attribuito a un Prosecco. La prova schiacciante che il "Sui Lieviti", se fatto con uva di qualità, non teme il tempo.
Il Gran Finale: Il "Santo Graal" dei Salumi
La degustazione ha toccato l'apice con l'abbinamento gastronomico. Non chiamateli semplici spuntini: i salumi offerti dalla Famiglia Miotto erano sublimi, ma la Sopressa col filetto (definita da Cristiano il "Santo Graal" dei salumi) era divina, e non c'era abbinamento più perfetto che con la focaccia fatta in casa dalla mamma. Prodotta con un lievito madre custodito gelosamente da anni, la sua morbidezza e complessità aromatica hanno creato l'assonanza perfetta con la "torbidità" sapida dei vini col fondo.
In sintesi: Una mattinata che riconcilia con il territorio. Se volete capire cos'è davvero il Prosecco di collina, fuori dalle logiche industriali, la Cantina Miotto è una tappa obbligatoria.
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